sabato 30 aprile 2011
6 Gennaio 1997
Oggi è l’Epifania. E’ una giornata uggiosa, non ho voglia di fare nulla, solo i ricordi della mia infanzia mi fanno compagnia.
Ma ecco quella notte un gran dolore! Sento un rumore in cucina, scalza scendo le scale e cosa vedo? La mamma stava preparando la calza: cercava di infilare un golfino azzurro e lo zio Cesare stava preparando al forno i “ vecchioni “di pasta dolce.
Non potrò mai dimenticare quella scena! Chissà quanta fatica per trovare un chilo di farina! Era il 1940, anno di guerra e di stenti. Piano piano senza farmi sentire sono corsa in camera mia sotto le coperte a piangere sulla mia prima delusione della vita, sulle mie prime amarezze.
La mattina seguente ho fatto gran festa come se nulla fosse accaduto, ma la mia spensierata fanciullezza era finita e la realtà era dolorosa.
Ho sempre conservato i bottoncini del mio golfino come ricordo: rappresentavano Biancaneve e i Sette Nani.
N.
sabato 23 aprile 2011
LA GUERRA D’AFRICA
1937.
Campane a distesa: si festeggia l’inizio della Guerra d’Africa, gran subbuglio per la mia via, Coletti, anche a casa mia si spalancano le finestre e si espone la bandiera d’Italia.
Ma ecco che vedo la mia mamma seria seria. Che c’è? Si richiudono le finestre a lutto? Come mai? Per mia madre è un funerale; e così per zio Cesare e zia Catina che vivono con noi. Il babbo, più fascista del duce, grida: “ Vi denuncio tutti! “.
Così termina una giornata memorabile della mia vita.
N.
sabato 16 aprile 2011
C’ERA UNA VOLTA
Come è bello essere bambini, senza freni, senza pregiudizi, senza problemi.
Natale 1935 - Grande appuntamento: dovevo uscire con mio padre! Era un vero avvenimento poiché gli uomini non erano soliti uscire con i figli bambini, ma una volta l’anno mio padre era tutto per me.
“ Babbo, voglio questo “, “ voglio quello “, “ voglio tutto “. Camminavo con baldanza, mi davo arie, quando incontravo altre bambine di mia conoscenza.
Sembravamo due persone in vacanza.
Allungavo il passo per stare alla pari con il mio babbo.
Finalmente in centro: le vetrine, tante luci, tante palline che brillavano, tanto filo d’oro e d’argento. Tante statuine. Solo l’imbarazzo della scelta, ma bisogna fare i conti in tasca. Comunque tornavo a casa felice con qualche statuina che andava ad arricchire il mio presepe - grazie babbo!
Che bel giorno!
N.
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