domenica 3 marzo 2013
giovedì 26 aprile 2012
A CASA MIA
A casa mia in cucina grandeggiava una carta geografica tutta parete: è la carta d’Europa. Io sono l’orgoglio del babbo perchè così piccola conoscevo tutte le capitali. All’ora del giornale radio comincia in casa mia lo spostamento delle bandierine lungo il fronte. Le lettere dei nostri soldati parlano a lungo della vittoria; qualcuno si azzarda in lingua friulana a scrivere INDAUR e la censura sottolinea la parola e da ordine di non rivelare il nome della località. In quei momenti in casa mia assistevo a momenti di allegria e di dolore ed io bambina mi comportavo come i grandi.
N.A.
venerdì 2 marzo 2012
Le gazze
Son ritornate a coppie le gazze
nei campi fumanti di nebbia
per rifare il loro nido sul ramo
dei vecchi pioppi nelle prodaie.
Nei fossi un velo di ghiaccio
rispecchia un timido sole
riscalda le zingare foglie
giunte col vento dell’inverno.
Nei boschetti schegge di legno
ai piedi delle ceppaie tagliate,
nel fango le tracce di rotaie
lasciate da ruote di carri stremati.
Nei primi albori della mattina
s’incrina il silenzio agli spari
d’un fucile da caccia che stacca
dall’albero uccelletti migratori.
Si perdono in queste campagne
gli amori dell’inverno, i tremori
dei giunchi rossi, i suoni ovattati
del tempo breve che passa,
mentre sull’orlo del cielo s’abbassa
una grandiosa nuvola rosa.
C.
mercoledì 28 dicembre 2011
PIERINA
Cara Pierina, ti aspettavo la mattina con ansia perchè eri l’unico diversivo della giornata.
Veniva dal paese di Ponzano, a pochi chilometri da Treviso e subito si metteva a cantare a squarcia gola ed a lucidare i pavimenti in ginocchioni. Per me era l’occasione di saltarle in groppa e così avevo l’impressione di galoppare e protestavo se si fermava a prendere fiato.
A fare la spesa correva volentieri perchè un giovane garzone, bello ed atletico, le faceva la corte e le diceva “belle paroline”. Lei era felice e ogni occasione era buona per andare in negozio, anche per un solo etto di conserva di pomodori.
Scoppia la guerra, e lui parte per il fronte, viene fatto prigioniero e mandato in India. La povera Pierina gli è fedele per 11 anni tra guerra e prigionia. Al rientro di lui dall’India, sia perchè erano passati tanti anni e qualche filo d’argento si intravvedeva tra i capelli bruni di lei, sia perchè il contatto con altre persone in prigionia lo aveva affinato, il bel giovane le dice “chiaro e tondo” che non intende sposarla. Il padre di lui lo rincorre con il fucile e alla fine lo caccia di casa per aver tenuto impegnata una ragazza per tanti anni. Alla fine per non perdere l’eredità minacciata dal padre, ritorna dalla Pierina ma lei non cede.
Noi eravamo tutti per Pierina la quale nel trasferimento nostro da Treviso ad Ancona disperata voleva seguirci. I miei non hanno accettato perchè non volevano che si sacrificasse per noi.
N.A.
LA PRIMA VIOLA
Oggi ho raccolto la prima viola
tra le foglie secche del boschetto
il primo fiore profumato della primavera
che inebria di gioia il volo della farfalla.
Un tempo l’avrei donato alla mamma.
per avere un sorriso, un gesto affettuoso.
Oggi lo poso nel mio libro di poesie
perché una sera mi racconti qualcosa.
C.U.
sabato 19 novembre 2011
venerdì 30 settembre 2011
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