Jean Fanté
Treviso 1936. Drinn! Drinn! Il CAMPANELLO. Chi sarà ?
Un signore a mo’ di botte su cui troneggiava un volto rubicondo ed ancor di più un naso a peperone. Chiede della mamma. Io, con un certo garbo, lo faccio entrare, lo invito a sedere e comincio ad intrattenerlo poiché la mamma era impegnata.
La conversazione continua con gran divertimento del signore. Ad un certo punto la mia curiosità esplode:” Spiegami un po’ , perché hai quel naso cosi grosso e rosso?” . Il signore cerca una risposta ,balbetta nell’imbarazzo che si é venuto a creare. Ma ecco i passi di mia madre. “non dirlo alla mamma, sai!. E poi tutta composta mi metto a sedere come se nulla fosse . Era Jean Fantè il professore di francese di mia madre. Baci, abbracci e qualche lacrimuccia di commozione.. Prima di congedarsi, il professore mi dà una occhiata di intesa ed esclama: “Lei ha rivolgendosi a mia madre proprio una bambina simpatica, complimenti!”.
N.A.