Son ritornate a coppie le gazze
nei campi fumanti di nebbia
per rifare il loro nido sul ramo
dei vecchi pioppi nelle prodaie.
Nei fossi un velo di ghiaccio
rispecchia un timido sole
riscalda le zingare foglie
giunte col vento dell’inverno.
Nei boschetti schegge di legno
ai piedi delle ceppaie tagliate,
nel fango le tracce di rotaie
lasciate da ruote di carri stremati.
Nei primi albori della mattina
s’incrina il silenzio agli spari
d’un fucile da caccia che stacca
dall’albero uccelletti migratori.
Si perdono in queste campagne
gli amori dell’inverno, i tremori
dei giunchi rossi, i suoni ovattati
del tempo breve che passa,
mentre sull’orlo del cielo s’abbassa
una grandiosa nuvola rosa.
C.