lunedì 15 agosto 2011
IL VIAGGIO DELLA MEMORIA
Mi porta lontano
questo viaggio della memoria,
quando a sera un altro giorno
della vita muore ed un altro
sorge sulle campagne friulane
così troppo presto abbandonate
ma che sempre il cuore ritrova
nei ricordi che là ho lasciato.
Rivedo i poveri cortili delle case,
i prati collinari dei magredi,
le vigne sparse tra i campi
di granoturco e frumento,
i boschetti nei difficili coltivi,
le acque saltellanti dei torrenti
tra bianche ghiaie dei monti,
e poi silenziose verso il mare.
E mi soffermo al tramontare
sui carri stanchi che fanno ritorno
al suono dolce della campana
che nel petto rintocca e pare la voce
d’una madre che i figli chiama.
Piccoli paesi odorosi di fieno e letame,
con le vecchie case di coppi rossi
strette a ridosso delle chiese,
le bianche piazze con il pozzo,
le osterie dove stare un pò insieme.
Ed ancora inseguo le stagioni,
i giorni opalescenti dell’inverno
chiusi nei silenzi di brina e neve,
i venti profumati della primavera,
gli infuocati tramonti dell’estate
che mescola i colori del cielo
con quello dei campi dall’afa stremati.
Sì, questo viaggio non ha fine
se il distacco non si perde
nel tempo dell’oblio e sente
ancora struggente le voci là rimaste,
se ritrovo all’ombra dei platani
di quelle amate strade la mia pace.
C.U.
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